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Cefpas FlashNews 6 giugno 2018

 
Servizio Comunicazione CEFPAS
Cefpas FlashNews 6 giugno 2018
di Servizio Comunicazione CEFPAS - mercoledì, 6 giugno 2018, 12:53
 


Cefpas FlashNews  6 giugno 2018






Executive master in Programmazione e gestione integrata nei servizi socio sanitari: si parte



Nell’edizione del 16 maggio scorso è stata data notizia dell’avvio, il 19 giugno 2018, al CEFPAS dell’ Executive Master in Programmazione e gestione integrata nei servizi socio sanitari. In prossimità dell’avvio del primo modulo, pubblichiamo la locandina, sperando di farne gradita sorpresa ai lettori di FlashNews.

 

 

 






La Formazione a Distanza e l’E-learning al CEFPAS



Grazie ai risultati raggiunti, l’erogazione dei corsi FAD/E-Learning del CEFPAS continua con corsi e nuove iniziative formative. Al momento in erogazione le attività FAD/E-Learning a richiesta rivolte agli operatori dell’ASP 1 di AG, dell’ AOU Policlinico “P. Giaccone” di Palermo e agli associati SPEME, con un numero complessivo di utenti in piattaforma pari a 7.344.

 

Sono invece di seguito elencate le iniziative formative disponibili su  http://formazione.cefpas.it/course/index.php?categoryid=27 che saranno erogate a partire dal mese di Settembre 2018:

 

      Corso di Formazione per Preposti, in modalità BLENDED (NEW!)

 

      SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO PER DIRIGENTI

 

      AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO IN TEMA DI "SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO" PER LAVORATORI, PREPOSTI E DIRIGENTI (NEW!)

 

      TRASPARENZA AMMINISTRATIVA E ANTICORRUZIONE. ADEMPIMENTI E RESPONSABILITÀ PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A SEGUITO DELLA L. N. 190/2012

 

      COMUNICARE CON ASSERTIVITÀ NEL SISTEMA SALUTE (NEW!)

 

È già in erogazione dallo scorso mese di Aprile, il percorso in tema di SCREENING ONCOLOGICI - Prevenzione dei tumori della mammella, del collo dell'utero e del colon retto - III ed. promosso nell’ambito del protocollo di intesa triennale tre Assessorato Regionale della Salute D.A.S.O.E. Unità di Staff 2 “Coordinamento screening oncologici e di popolazione”, l’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), l’ASP di Catania e il CEFPAS.

Per iscriversi ai corsi, visualizzare la scheda dell’evento formativo di interesse e cliccare su ISCRIVIMI.

Se nuovi utenti, procedere con CREA UN NUOVO ACCOUNT

 Se già utenti CEFPAS, è sufficiente cliccare su Login (in alto a destra) ed inserire:

•          Username (Codice Fiscale): Codice Fiscale (dato identificativo individuale)

•          Password: password (tutto minuscolo)

Maura I. Cascio, cascio@cefpas.it

 

 

 

Executive Master Formazione Formatori in Sanità: Outodoor Training per formatori



Nella splendida cornice di Torre Artale, a Trabia, dal 29 al 31 maggio 2018 si è svolto il  9° modulo, “Outdoor Training per Formatori”, della terza edizione dell’Executive Master in Formazione dei Formatori in Sanità.

Alessandro Almonti e Pier Sergio Caltabiano hanno guidato i 24 professionisti della Sanità regionale nella formazione esperienziale.

 

Come sottolineato da Alessandro Almonti, trainer in Experiential Learning, outdoor training e coach professionista, l’obiettivo  della formazione esperienziale è di spingere e stimolare le persone a uscire dalla zona di comfort in cui solitamente risiedono dei comportamenti non consapevoli.

Rispetto al contesto formativo “tradizionale” la formazione outdoor rappresenta una modalità ideale per lavorare in gruppo e riproduce metaforicamente le dinamiche della vita aziendale.

L’obiettivo è stimolare nuove modalità di apprendimento per la risoluzione dei problemi secondo un approccio esperienziale basato sul “fare” nell'ambiente naturale rispetto a quello lavorativo “tradizionale”. Il team building, il team working e le esperienze realizzate durante l’outdoor training favoriscono il cambiamento di alcuni comportamenti e la riflessione sulla gestione del proprio IO in relazione all’ALTRO. Almonti ha evidenziato, inoltre, l’importanza dei 3 livelli dell’apprendimento esperienziale: livello di apprendimento emotivo, cognitivo e comportamentale e i vantaggi della metodologia attiva che attraverso l’esperienza favorisce l’apprendimento collaborativo.

 

Pier Sergio Caltabiano, trainer di Programmazione Neuro Linguistica, executive coach, responsabile scientifico dell’Executive Master Formazione Formatori in Sanità e Direttore della Formazione del CEFPAS ha evidenziato il valore dell’outdoor training per un formatore.

L’utilizzo della metafora attraverso la rappresentazione teatrale è uno dei punti di forza della formazione esperienziale poiché la metafora rappresenta un dialogo analogico tra le varie forme del sapere.

Il coinvolgimento emotivo, il contesto relazionale informale, la dinamica di gruppo molto intensa facilita nel singolo e nel gruppo una profonda riflessione sui ruoli, favorisce la conoscenza reciproca e lo scambio di feedback in fase di debriefing permettendo una profonda elaborazione dell’esperienza.

Dare e ricevere un feedback in un contesto organizzativo vuol dire dare alla persona una valutazione dei suoi comportamenti. Continua Caltabiano “il vantaggio del “fare”  nell'apprendimento esperienziale permette alla persona e al gruppo di sviluppare una maggiore consapevolezza del Sé, migliorare l’apprendimento dei contenuti, delle capacità di pianificazione e delle strategie da adottare per raggiungere l’obiettivo. Il coinvolgimento emotivo attraverso la sperimentazione dei propri punti di forza e di debolezza “ancora” nella persona stili  e modalità di apprendimento che favoriscono la sedimentazione di esperienze cognitive, formative, relazionali efficaci per il percorso di crescita personal-professionale.”

 L’interattività, le dinamiche relazionali del gruppo di lavoro, la ricerca della soluzione più efficace, la gestione del tempo, il confronto con “mappe cognitive” e stili di apprendimento eterogenei sono stati sperimentati con grande soddisfazione da tutti i partecipanti durante le numerose esercitazioni esperite nelle giornate di outdoor training.

Eleonora Indorato, indorato@cefpas.it

 

 

 

 

Samot in mostra: il sollievo attraverso le immagini



Dal 25 al 27 maggio, si è tenuta, presso l’auditorium della Banca BCC Toniolo di San Cataldo (CL), la mostra “Samot in mostra” un percorso sensoriale con foto del medico chirurgo Giovanni Di Lorenzo, testi del regista Ivan Giumento e musiche di “Sicilia:Culla del Sole”. La Samot, società assistenza malati oncologici, organizza la mostra in occasione  della 17ima “Giornata nazionale del sollievo”. Sarà occasione per sensibilizzare, attraverso l’arte, al tema di cure palliative in grado di migliorare la qualità della vita dei malati terminali all’interno del contesto familiare.

Emanuela Arena,  arena@cefpas.it

 

 



  

Interviste 

La tecnica dell'Approccio Variabile in Riabilitazione: tra intuito e sapere scientifico





Nella fisioterapia tradizionale tanto ortopedica quanto neurologica, l'approccio al recupero e al miglioramento funzionale implica quasi sempre attività che coinvolgono l'escursione di segmenti articolari, o attraverso esercizi aspecifici oppure attraverso esercizi finalizzati al raggiungimento di obiettivi funzionali (prendere un bicchiere, calciare una palla, allenare l'equilibrio etc.). In molti casi la parte di riabilitazione dedicata agli aspetti automatici del movimento viene presa poco in considerazione quando addirittura non considerata del tutto. Eppure l'automatismo, per quanto appreso, rappresenta il substrato indispensabile al movimento volontario. Diventa necessario dunque intervenire con tecniche che possano “dialogare" più compiutamente con gli aspetti relativi all'organizzazione automatica del movimento”.

Questo è quanto è emerso nel corso de  “L’ Approccio Variabile in Riabilitazione”, tenuto dal docente Giuseppe Cultrera e affiancato dai tutor e fisioterapisti Maria Russo e Francesco Maida,  rivolto a Fisiatri, Ortopedici, Fisioterapisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva che si è svolto al CEFPAS e  si è concluso lo scorso 1 giugno 2018.

Abbiamo intervistato Giuseppe Cultrera, Fisioterapista, Presidente dell’Associazione ATC, Direttore Scientifico e Docente del corso.

Dott. Cultrera, come nasce l’ATC?

L’ATC - “Approccio Terapeutico Combinato” è un approccio (inteso come metodo o atteggiamento mentale o prospettiva particolare con cui si affronta lo studio di un problema) frutto di una più che trentennale esperienza di lavoro e di studio in ambito riabilitativo e prende l’avvio dalla considerazione che la funzione e la “disfunzione” sono sempre il risultato dell’interazione tra vari sistemi che devono essere tenuti in considerazione contemporaneamente nel trattamento riabilitativo. L’ATC ritiene che l’intuito, sia elemento strutturale indispensabile nel ragionamento clinico tanto quanto lo sia il sapere scientifico. Sia in fase valutativa, quanto nel trattamento considera il paziente nel suo insieme, senza distinguerlo in paziente “ortopedico” e “neurologico”, e sottolinea la necessità di non tralasciare l’inevitabile e importante interrelazione tra le diverse componenti, che concorrono a determinare una disfunzione. Qualunque contatto manuale con il paziente obbliga il sistema nervoso a mettere in atto meccanismi di adattamento. Il Fisioterapista deve essere in grado tanto di cogliere questi adattamenti quanto di indurli e gestirli in maniera appropriata adeguandosi egli stesso alle mutevoli presentazioni cliniche, guidando il paziente verso il più efficace apprendimento motorio. Non cogliere questo aspetto spesso porta a ritardi nel processo di recupero così come ad insuccessi. Un aspetto innovativo proprio dell’ATC è la tecnica dell‘Approccio Variabile.

Quali sono i presupposti su cui si fonda la tecnica "Approccio Variabile" (AV)?

Da un punto di vista neurofisiologico i presupposti su cui si fonda la tecnica AV sono fondamentalmente due: l’organizzazione funzionale del Sistema Nervoso Centrale ed il fuso neuromuscolare. La complessa rete di interazioni dei sistemi corticali  e sottocorticali permette l’integrazione di stimoli visivi, vestibolari, motori, sensitivi e propriocettivi, indispensabile per la gestione dei riflessi spinali, schemi di movimento già prestabiliti, ma adattabili al compito motorio secondo quel meccanismo che prende il nome di "atteggiamento funzionale" (Eric R. Kandel, James H. Schwartz, Thomas M. Jessell: Principi di Neuroscienze). La Tecnica AV pone quindi l’attenzione, sulla più estesa struttura recettoriale, nonché produttrice di movimento, che è il muscolo, informandolo col fine di stimolare risposte adeguate e significative da parte del sistema nervoso, sia automatiche che volontarie, e di osservare la capacità di adattamento neuromotorio di ogni paziente sia neurologico che ortopedico.

In ambito riabilitativo ci si pone il problema di dimostrare la scientificità di chi sostiene e applica una tecnica. Quanto di scientifico c’è nella tecnica Approccio Variabile (AV)?

L’ATC, rifiuta l’idea del “mito” in Riabilitazione ed invita i colleghi a entrare nel merito della scientificità delle proposte riabilitative (ammesso che ce ne sia) che devono essere valutate per quello che sono e non con atteggiamenti fideistici. Come purtroppo accade. Metodo scientifico e ragionamento clinico sono certamente due elementi che caratterizzano e vivacizzano il dibatto all’interno dell’ATC. Il ragionamento clinico non è prerogativa di nessun metodo o concetto di riabilitazione, ma patrimonio personale di ogni singolo professionista. La Tecnica AV, è oggi divenuta oggetto di pubblicazione scientifica attraverso un caso clinico che ne evidenzia l’efficacia. Il caso riguarda l’applicazione della Tecnica nel trattamento di una paraparesi spastica e mette in luce miglioramenti riguardanti l’equilibrio statico-dinamico e il cammino. Il Caso Clinico è pubblicato dall’autorevole Rivista Scientifica Wiley “Clinical Case Report”, dal titolo: La Tecnica "Approccio Variabile": un esempio di adattamento neuromotorio veicolato dal fuso neuromuscolare (Giuseppe Cultrera e Maria Russo,  Volume 6, Issue 2 February 2018 Pages 288–301).

All’interno dell’Associazione ATC avete istituito il Gruppo di Studio e Ricerca (GSR), di cosa si occupa?

Il Gruppo Studio e Ricerca ATC nasce come spazio di crescita professionale all’interno dell’associazione ATC. Il gruppo nasce dall’esigenza di entrare nel merito delle tematiche riguardanti la ricerca clinica e la fisioterapia basata sulle evidenze. Quanta scienza c’è in Riabilitazione? Quanto del lavoro svolto dal Fisioterapista e di ciò che le proposte formative insegnano è scientifico? Pertanto all’interno del gruppo si studia, ci si confronta e si dibatte su ricerche scientifiche, innovazioni, progetti, affinché sia il professionista sia l’associazione abbiano la possibilità di migliorare le proprie competenze in ambito Riabilitativo e pone tra i suoi obiettivi principali il rendersi partecipe alle attività formative e alle iniziative più importanti della comunità scientifica internazionale e mira a promuovere il lavoro svolto mediante incontri a tema. 

 

Per maggiori approfondimenti:

Associazione ATC

Fisioterapia, ricerca scientifica e Evidence-based Medicine. Quale rapporto?

REPORT su: “EBM in Riabilitazione: applicabilità e criticità nella pratica clinica”- Primo Convegno del GSR ATC®

Percorsi universitari e regolamenti: che fisioterapisti formano i nostri atenei?

 Emanuela Arena, arena@cefpas.it

 

 

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