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Cefpas FlashNews 12 aprile 2017

 
Servizio Comunicazione CEFPAS
Cefpas FlashNews 12 aprile 2017
by Servizio Comunicazione CEFPAS - Thursday, 21 December 2017, 12:52 PM
 


Cefpas FlashNews  12 aprile 2017



Progetto FED. A Palermo e Caltanissetta la presentazione dei project work.

Palermo, 3 maggio 2017 – Caltanissetta, 8 maggio 2017

Si svolgeranno, il 3 maggio a Palermo e l’8 maggio a Caltanissetta, gli incontri di supervisione sui project work elaborati dai partecipanti del secondo corso per Formatori FED, che, partito a settembre 2016 con due aule, una a Palermo e una a Caltanissetta, si avvia alla conclusione prevista per il mese di giugno.

Il Cefpas cura l’organizzazione e la realizzazione del Programma Formativo Regionale Formazione Educazione e Dieta FED, secondo quanto previsto dagli artt. 4,5,6, e 7 del decreto assessoriale n. 2507 del 30 dicembre 2013 - Approvazione del progetto Formazione, Educazione, Dieta (FED) nella Regione siciliana – Indirizzi di attuazione.

Il programma formativo 2016/2017, rimodulato nella sua articolazione e aggiornato nei contenuti specifici con ridefinizione degli ambiti didattici, rispetto alle edizioni 2014/2015, è stato approvato con D. D.G. DASOE n. 1372 del 28.07.2016. La nuova articolazione prevede un corso di 4 moduli di 2 giornate ciascuno, per un totale di 64 ore di formazione, con laboratori esperienziali nei quali i partecipanti sviluppano individualmente o in piccoli gruppi i project work, oggetto di discussione in sede di colloquio finale.

I partecipanti delle aule di Palermo e di Caltanissetta elaborano in questa fase i Project Work che saranno poi discussi nelle sessioni di esame previste per il mese di giugno.

Attraverso l’intero percorso formativo si intende formare e qualificare figure esperte di Formatori in materia di Educazione alimentare secondo indirizzi di Prevenzione primaria e di Promozione della salute improntati a contenuti e azioni di evidenza scientifica, per una ricaduta efficace sulle conoscenze, sui comportamenti e sugli stili di vita della popolazione

La qualifica di formatore FED di primo livello accredita  alla formazione del 2° livello, che sarà attivata a livello di ogni singola azienda sanitaria provinciale e allo svolgimento del Programma operativo FED riconosciuto e patrocinato dalla Regione Siciliana e dalle ASP.


Concetta D’Arma, darma@cefpas.it; Maria Daniela Falconeri, falconeri@cefpas.it


 

Il CEFPAS al Congresso internazionale ISNIM-SIPNEI 

Roma – 25-28 Maggio 2017    

Nell’ambito dell’Executive Master in “PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA: DIAGNOSI E CURA DELLO STRESS”, il gruppo di ricerca del Cefpas, rappresentato da Maura Cascio e Maria Luisa Zoda, psicologhe, in  collaborazione con  Marina Risi, vice presidente SIPNEI e David Lazzari, del direttivo SIPNEI, parteciperà al X Congresso internazionale della Società Internazionale per la NeuroImmunoModulazione (ISNIM) e III della Società Internazionale per la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (SIPNEI)  che avrà luogo a Roma dal 25-28 Maggio 2017.

La scheda dell’evento è disponibile all’indirizzo http://sipnei.it/eventi/congresso-internazionale-sipnei/

Con l’obiettivo di ampliare le conoscenze relative agli ambiti di applicazione clinica della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia nella pratica professionale degli operatori sanitari siciliani, i participanti sono stati invitati a compilare alcuni questionari dai quali emerge un’alta soddisfazione nei confronti del percorso Master (90%) e un alto livello di interesse e motivazione per il modello “olistico” proposto da SIPNEI. Secondo la PNEI, infatti, nella diagnosi e nel trattamento è necessario conoscere le interazioni reciproche tra attività mentale, comportamento, sistema nervoso, sistema endocrino e reattività immunitaria. Obiettivo primario della PNEI è lo studio riunificato di sistemi psico-fisiologici in un’ottica sistemica, contraria a qualunque riduzionismo.

Il master che ha avuto inizio il 21 novembre 2016, si concluderà il 4 luglio 2017. La scheda del percorso è disponibile su http://www.cefpas.it/attivita-formativa/executive-master/1111-executive-master-psiconeuroendocrinoimmunologia-diagnosi-e-cura-dello-stress

 

Maura Cascio, cascio@cefpas.it; Maria Luisa Zoda, zoda@cefpas.it

 


Formazione sanitaria 2.0. I privileges: dal sapere al saper fare. Cornice l’incantevole Castello Maniace di Siracusa.

Siracusa, 1 aprile 2017

Si è svolto sabato 1 aprile a Siracusa, nella suggestiva location del Comprensorio del Castello Maniace, il Convegno “Formazione sanitaria 2.0 – I privileges: dal sapere al saper fare”, organizzato da HIMED Formazione Medica Srl con il patrocinio dell’Assessorato Regionale della Salute, dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata, del CEFPAS, dell’Ordine dei Medici Provinciale di Siracusa, dell’Università degli Studi di Catania, dell’ASP 8 di Siracusa e della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva.

A dare il saluto di benvenuto è stato Dario Meli, amministratore unico HIMED. Nel presentare il progetto di High Medical Education, Meli ha esposto il disegno del nuovo centro di eccellenza con sede a Siracusa, dedicato alla formazione degli operatori in settori peculiari della Medicina (area critica) in ambito pubblico e privato. Attraverso l’utilizzo di specifiche metodologie e di modelli innovativi, HIMED intende contribuire al completamento delle competenze tecnico-professionali del personale sanitario, avvalendosi di un autorevole Comitato Scientifico, di formatori ed esperti qualificati e di funzionali collaborazioni con gli Enti e le Istituzioni preposte.

Nella sua introduzione ai lavori, Vincenzo Lanza, direttore scientifico HIMED, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza di un’appropriata gestione delle emergenze nella rete dei servizi che implica interazione fra discipline diverse e richiede agli operatori competenze specifiche, capacità di risposta immediata, nonché l’effettuazione di interventi tempestivi e di procedure corrette a salvaguardia del paziente critico. La formazione sanitaria orientata all’acquisizione dei privileges in Area di emergenza incide efficacemente quando non si limita a trasmettere un sapere “teorico” ma punta a sostenere l’acquisizione e la capacità di applicazione di tecniche spesso innovative e sofisticate che devono essere trasferite da chi ne ha esperienza diretta, da professionisti qualificati che quotidianamente le attuano con successo sul campo. Lanza ha poi sottolineato il valore dell’attività di affiancamento, assistenza e consulenza tecnica on the job conseguente alla realizzazione dei percorsi formativi e ha concluso evidenziando l’opportunità di creare community tra professionisti ed esperti, per favorire il confronto, la condivisione di metodologie e processi e la trasferibilità di buone prassi operative.

Nel suo contributo al Convegno, Pier Sergio Caltabiano, Direttore della Formazione del CEFPAS, partendo dal presupposto che il sapere come conoscenza va inscindibilmente integrato con il saper fare e il saper essere, ha evidenziato quanto sia irrinunciabile connettere le conoscenze con le capacità. L’evoluzione del mix tra sapere, saper fare, saper essere, saper divenire, saper ben essere e saper dover essere è indice di dinamismo identitario e di stabilità: la teoria dei 6 saperi, come declinazione della tassonomia di Bloom, pone l’accento su quanto sia importante, specie nei sistemi sanitari, attivare con la formazione processi di flessibilità cognitiva e di apprendimento generativo. Da questo punto di vista - ha sottolineato Caltabiano - il CEFPAS rappresenta una manifestazione empirica dello sviluppo della conoscenza che concorre anche all’ecologia soggettiva degli operatori sanitari, i quali focalizzano l’attenzione sui propri apprendimenti attraverso la cura della motivazione e dell’emozione; è questo il concetto di set cognitivo (Bruner), centrato sul dinamismo della mente nell'atto di percepire e di apprendere: una persona motivata opera e lavora con un coinvolgimento emozionale più elevato. La Formazione 2.0, prioritariamente connessa con lo share learning, con la formazione esperienziale e on the job, ha visto progressivamente l’evoluzione verso la Formazione 3.0, concetto che ha individuato nelle parole chiave creazione, archiviazione, condivisione, integrazione e diffusione dell’apprendimento le sue principali espressioni cognitive. L’evoluzione della Formazione 3.0 è caratterizzata anche da processi applicativi dinamici (socializzazione, combinazione, internalizzazione ed esternalizzazione), contraddistinti dalla trasversalizzazione della conoscenza, dentro e fuori la Persona, anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologicamente innovativi. Ciò è avvenuto nel campo della Simulazione in Medicina, con l’utilizzo esperienziale di strumenti ad alta fedeltà, partendo dal principio che chi opera professionalmente in ambito sanitario debba formarsi “mai per la prima volta sul paziente”. Caltabiano ha infine evidenziato come, partendo dalle logiche della Industry 4.0, la formazione in simulazione stia attualmente trasformandosi da “virtual reality” a “augmented reality”, una realtà che incrementa la visualizzazione e l’utilizzo dei sensi nelle pratiche di apprendimento tramite la sperimentazione di tecniche in grado di favorire percezioni sensoriali normalmente non acquisibili.

Nel suo intervento, Angelo Lomaglio, Direttore del CEFPAS, ha sottolineato come l’innovazione cognitiva sia la leva del cambiamento e debba intervenire nei modelli formativi proposti, realizzando processi collaborativi e virtuosi tra enti pubblici e privati. Ha altresì ribadito l’importanza di costruire percorsi di coaching e di sviluppare nei professionisti capacità e competenze per lavorare efficacemente in team, coniugando le technical e non technical skills con i principi teorici. Lomaglio ha poi concluso mettendo in evidenza la necessità di creare modelli che prevedano la verifica dei risultati ottenuti e di favorire anche negli operatori che vengono formati lo sviluppo delle capacità di valutazione.

Bruno Marziano, Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione Siciliana, ha concluso i lavori del Convegno e, riferendosi al lavoro compiuto e ai futuri scenari della formazione professionale, ha spiegato l’importanza di aver definito nel contesto regionale regole chiare e riconosciute in Europa, traguardo essenziale per pianificare un sistema di qualificazione delle competenze congruente e uniforme per tutte le figure professionali. Per il sistema regionale, favorire il processo di certificazione delle competenze, sia formali che aformali, costituisce un obiettivo fondamentale per implementare adeguatamente il proprio ruolo nello scenario nazionale.


Eleonora Indorato, indorato@cefpas.it, Maria Daniela Falconeri, falconeri@cefpas.it

 

 

Partecip@rte. La conferenza stampa di presentazione a Villa Niscemi.

Palermo, 11 aprile 2017  

Il prestigioso scenario di Villa Niscemi a Palermo, ieri 11 aprile 2017, è stato teatro della conferenza stampa per la presentazione del progetto regionale Partecip@rte. Il progetto sviluppato dal Liceo Classico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta in collaborazione con USR Sicilia è volto a promuovere la partecipazione studentesca attraverso le consulte provinciali studentesche (CPS). Saranno quattro le linee di attività tutte scelte negoziate e condivise dagli studenti appartenenti alle consulte:

1.La creazione di una piattaforma informatica e di una APP dedicata allo scambio di informazioni sull’attività delle consulte su tutto il territorio regionale;

2. La realizzazione di un’attività formativa blended sul tema della peer education per l’orientamento a comportamenti protettivi da parte dei pari, con particolare riferimento al fenomeno del bullismo. L’attività sarà realizzata in collaborazione con il CEFPAS, ente partner;

3. Lo sviluppo di un modulo dedicato alla figura del mediatore ed al suo ruolo. L’attività che è svolta in collaborazione con l’ente partner Consorzio Universitario di Caltanissetta è stata avviata a Messina lo scorso 7 aprile;

4. La realizzazione da parte degli studenti di una manifestazione di arte, creatività e cultura  che rappresenti anche l’evento conclusivo  del progetto programmato per il prossimo 20 maggio, presso il Teatro Margherita di Caltanissetta. Sarà presente anche il testimonial del progetto Mario Conte, giudice della Corte d’Appello di Palermo.

I rappresentanti delle istituzioni presenti hanno tutti evidenziato gli aspetti che connotano il progetto come innovativo: la promozione del protagonismo degli studenti, partner “legittimi” con un ruolo di primo piano nelle scelte negoziate e condivise, i linguaggi sintonici con la giovane generazione e il lavoro di rete, non solo produttore di contenuti ma anche propulsore di processi di crescita e consapevolezza. Tutti elementi di valore per il progetto che amplificano le potenzialità di ricaduta dell’apprendimento e del raggiungimento efficace dei diversi obiettivi.

Gli studenti della CPS hanno descritto i sub-progetti riconoscendo tutti che partecip@rte rappresenta un’opportunità per cui vale la pena di mettersi in gioco ed “impegnarsi anima e corpo” come commenta Alfredo Mangano (CPS ME) poiché senza gli strumenti ed il supporto fornito le idee non avrebbero preso corpo.

Sono intervenuti Barbara Evola, assessore area della scuola e realtà dell'infanzia del Comune di Palermo, Giorgio Cavadi, dirigente dell’USR Sicilia, Giovanni Caramazza, coordinatore regionale delle CPS, Mario Conte, testimonial del progetto,  giudice della Corte d’Appello di Palermo e autore del libro “i dieci passi”, Irene C.M. Collerone, dirigente scolastico del Liceo Classico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta, ente capofila del progetto, Emilio Giammusso, Presidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta, Ilenia Parenti, pedagogista CEFPAS, Alfredo Mangano, vicepresidente CPS di Messina, Alessia Cigna, Presidente CPS di Caltanissetta, Marina Dell’Utri, Segretaria CPS di Caltanissetta e Elettra Andronaco, Presidente CPS di Messina

 

Ilenia Parenti,  parenti@cefpas.it

 

 

Modelli organizzativi, reti e continuità assistenziale: nuove sfide per il management della Regione Sicilia. Zoom sul convegno.

Catania, 5 aprile 2017   

 L’ASP di Catania, in collaborazione con il CEFPAS e con la Rete di Sanità digitale eSanit@, ha promosso un importante momento di confronto sui Modelli organizzativi, le reti e la continuità assistenziale,  nuove sfide per il management della Regione Sicilia tra riorganizzazione dei processi e scelte di innovazione. Nella sala del palazzo della Regione Siciliana di Catania 200 operatori sanitari hanno partecipato al convegno; il Direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Giammanco, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di orientare il servizio sanitario alla Persona e favorire l’integrazione tra ospedale e territorio attraverso strumenti innovativi e adeguati alla sfida di una sanità digitale. Ignazio Tozzo, Direttore generale del Dipartimento per la Pianificazione Strategica dell’Assessorato regionale alla Salute, ha sottolineato quanto sia importante leggere la nuova rete ospedaliera come uno strumento dinamico e flessibile evitando sistemi e modelli organizzativi rigidi che spesso non favoriscono percorsi virtuosi. L’offerta sanitaria è cambiata, si è evoluta seguendo le mutevoli esigenze di salute della popolazione a cui è necessario dare delle risposte in maniera resiliente. Anche il Rettore dell’Università di Catania,  Francesco Basile, ha focalizzato l’attenzione sulla formazione che agisce supportando l’innovazione della rete ospedaliera attraverso l'utilizzo di piattaforme digitali.

Remo Bonichi, senior consultant per la qualità delle aziende sanitarie Age.Na.S,  nel corso del suo intervento ha evidenziato come il disegno della rete, i nuovi modelli  organizzativi e gli atti aziendali abbiano creato un modello di management sanitario innovativo, un management che oggi ha l’opportunità di cambiare investendo sulle persone considerate al centro del sistema e non solo come i fruitori dei servizi sanitari. Massimo Caruso, coordinatore nazionale della Rete di Sanità digitale eSanit@, ha puntualizzato come la digitalizzazione in sanità rappresenti uno strumento di programmazione utile al management da non confondere  con l’informatica. Ogni azienda sanitaria dovrebbe avere nel proprio staff degli esperti  che si occupino di innovazione per favorire il cambiamento nel nuovo orizzonte della sanità digitale.

Tra i relatori del convegno è intervenuto Angelo Lino Del Favero, Direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha presentato il modello del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come un sistema resiliente che abbandona l’idea della sanità intesa come semplice voce di costo. Del Favero ha precisato quanto siano importanti i principi utilizzati dall’OMS che valuta il SSN sul miglioramento dello stato complessivo della salute della popolazione, sulla capacità di rispondere alle aspettative di salute e di assistenza sanitaria dei cittadini e sulla capacità di assicurare le cure sanitarie a tutta la popolazione. Il SSN per essere sostenibile deve puntare su nuove competenze professionali, nuove modalità organizzative, sull’allineamento degli obiettivi politici, economici e sociali, sulla prevenzione, riqualificazione della spesa e uscire dall’ottica di sostenibilità a breve termine.   

L’intervento di Claudio Dario, Direttore Sanitario dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento ha focalizzato l’attenzione su un modello manageriale che deve stimolare e governare la riorganizzazione dei processi attraverso la partecipazione del paziente e la gestione dell’informazione che ha modificato il rapporto medico-paziente. Il paziente oggi, continua Dario, è più scolarizzato e ha enormi possibilità di accesso alle informazioni che spesso non sono verificate e il compito del medico  è anche quello di riorientare il paziente rispetto a ciò che si è costruito utilizzando la rete. La diffusione capillare delle informazioni ha ridotto l’incontro fisico che avviene solo quando è necessario; la Mobile Health, l’APP sulla salute, ha modificato lo scenario relazionale determinando una necessaria rimodulazione dell’offerta infrastrutturale dei servizi. Il 60% degli italiani è connesso, il 36% dei cittadini si esprimono sulle piattaforme sociali anche per valutare le prestazioni sanitarie. A tal proposito, Nicola Mazzeo, Responsabile dell’Unità Operativa Complessa del Sistema informativo aziendale della Azienda Sanitaria di Potenza, ha presentato gli scenari di programmazione e di investimenti per l’innovazione digitale nelle aziende sanitarie in modo da sfruttare la tecnologia per migliorare la salute dei pazienti. L’operatore oggi – ha dichiarato Mazzeo -  attraverso la comunicazione asincrona può vedere il numero dei posti a disposizione da parte dei servizi e il modello utilizzato è simile a quello del 118. L’integrazione tra ospedale e territorio prevede un sistema strutturato in due aree: malattie croniche PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) e ADI (Assistenza Domiciliare Integrata). La presenza di un Software ADI, la fornitura di un  KIT ai pazienti allettati per il monitoraggio a distanza insieme a un’applicazione che viene consegnata sia al paziente che al caregiver rappresentano strumenti funzionali alla digitalizzazione sanitaria.

Anche Pietro Grasso della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore, ha sottolineato l’importanza di valorizzare i PDTA  come strumento per l’integrazione territoriale in modo da evitare  risposte a lungo termine di fronte all’eccessiva domanda.

Ottavio Di Cillo,  Responsabile del Centro di telecardiologia  della Regione Puglia, ha focalizzato l’attenzione sui vantaggi della telecardiologia che anticipa i tempi di intervento sul paziente e favorisce il miglioramento dello snodo decisionale e della diagnosi a distanza consentendo l’erogazione precoce della terapia sia farmacologica che interventistica. Tale riduzione dei tempi si riflette effica-cemente sulla riduzione del danno. L’utilizzo della tecnologia che può essere applicata anche in altri ambiti, incluso quello scolastico (teledidattica), si avvale della interazione tra  diverse figure professionali indipendentemente dalle distanze fisiche.

Di fronte a questo scenario, come ha affermato Angelo Lomaglio, Direttore del CEFPAS, il management sanitario ha l’opportunità di costruire strumenti, valorizzare le competenze e creare momenti concreti per progettare l’innovazione. La sfida è riuscire a legare il saper fare con il saper essere orientando le azioni sul saper divenire. Per questo motivo, continua Lomaglio, è fondamentale costruire sinergie e progetti comuni tra aziende, università e dipartimenti biomedici,  il CEFPAS può essere la sede e il motore di un vero laboratorio digitale dove è possibile fare rete implementando modelli e processi organizzativi innovativi.

Giorgio Santonocito, Direttore Generale dell’Azienda Garibaldi di Catania, ha concluso la prima sessione dei lavori sottolinenando con tre parole chiave i principali bisogni espressi dai cittadini: continuità assistenziale, risposte immediate e vicinanza degli ospedali. Andando oltre la cartella clinica informatizzata, ogni azienda dovrebbe avere un contenitore digitale, depository, in cui potere accedere ai dati del paziente, l’utilizzo di software specifici e costruiti ad hoc per ogni azienda faciliterebbe la comunicazione interaziendale.

La sessione pomeridiana del convegno è stata aperta da Remo Bonichi, che ha sottolineato quali dovrebbero essere i bisogni e il profilo delle competenze di un direttore generale per affrontare l’innovazione dei modelli organizzativi. Il change management rappresenta un concetto di positività e va vissuto come un desiderio che implica il piacere del cambiamento, il management siciliano ha creato un modello di integrazione che ha messo al centro del proprio sistema il cittadino. Gli ostacoli, continua Bonichi, emergono quando la classe politica entra nei processi decisori e non si limita a dare indirizzi strategici. La classe manageriale ha il compito di ridurre le distanza tra ciò che viene richiesto dal cittadino rispetto a ciò che viene offerto in termini di servizi. La formazione è uno strumento importante perché favorisce l’accompagnamento del management nel processo di innovazione e miglioramento continuo attraverso il confronto e lo scambio di informazioni e modelli. Bonichi conclude elencando le parole chiave per una sanità digitale: innovazione tecnologica, compatibilità tra lungo e breve termine, integrazione e nuovi confini di responsabilità, digitalizzazione  e velocità di esecuzione, centralità del cittadino e organizzazione a matrice. Il manager deve avere la capacità di guardare a lungo termine conoscendo la realtà dando valore alle prestazioni.

Rispetto alle competenze delle direzioni strategiche nel mondo sanitario, Pier Sergio Caltabiano, Direttore della Formazione del CEFPAS, utilizzando una radar chart, ha presentato un modello manageriale in cui al centro ci sono le competenze dei Direttori Generali. Il termine competenza deriva dal latino cum petere, concetto dinamico che implica il concetto di passo e di movimento inclusa la motivazione nel fare le cose. Cambiamento e flessibilità generativa rappresentano le skills fondamentali per un manager e la formazione agisce sullo sviluppo delle competenze e sulla possibilità di ristrutturare le esperienze negative creando modelli che declinino le strategie più adeguate per affrontare la complessità organizzativa. Caltabiano ha focalizzato l’attenzione sulle competenze di tipo operativo, di realizzazione, di assistenza e servizio, tecniche-cognitive, di influenza, di efficacia personale nonché sulle competenze manageriali,  sottolineando l’importanza di integrare i sei saperi fondamentali di chi ricopre responsabilità gestionali: il Sapere cge rappresenta la conoscenza, il Saper Fare - la capacità, il Saper Essere - gli atteggiamenti, il Saper Divenire – la flessibilità generativa, il Saper  Benessere – l’ecologia soggettiva, il Saper Dover Essere – il rispetto dei principi, delle regole e dei valori.

Nell’ambito delle competenze manageriali che includono la leadership, l’attitudine al comando, l’assertività, l’uso del potere, il lavoro di gruppo e la cooperazione, Caltabiano ha declinato anche il modello  delle big five:

1)      Energia (predisposizione ad essere dinamici, leader, estroversi, comunicativi)

2)      Amicalità (predisposizione ad essere disponibili nei confronti degli altri, altruisti, fiduciosi gentili)

3)      Coscienziosità (predisposizione ad essere pazienti, rilassati, ordinati, affidabili, laboriosi, volenterosi)

4)      Stabilità emotiva (predisposizione ad essere pazienti, sereni, resistenti allo stress)

5)      Apertura mentale (predisposizione ad essere originali, creativi, ricettivi, acuti, colti)

 

Nel mondo della sanità queste competenze  mixate con le  innovation skills favoriscono la capacità di fare delle connessioni tra l’ambito clinico e quello sanitario, tra l’ambito economico – finanziario e politico-istituzionale. Caltabiano ha concluso sottolineando l’importanza della resilienza e dell’empowerment come ulteriori competenze fondamentali per un manager che deve avere la maturità di lavorare anche sulla meta competenza (capacità di sapere adeguare e riadeguare le proprie abilità ai contesti che cambiano) facendo, ciclicamente, un check up sulle competenze possedute in modo da affrontare la vita personal professionale nell’organizzazione di appartenenza non semplicemente vivendola ma sentendosi vivi all’interno di essa.


Eleonaora Indorato, indorato@cefpas.it



Buona Pasqua


 

 

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