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Cefpas FlashNews 28 marzo 2019

 
Servizio Comunicazione CEFPAS
Cefpas FlashNews 28 marzo 2019
by Servizio Comunicazione CEFPAS - Thursday, 28 March 2019, 1:30 PM
 


Cefpas FlashNews  28 marzo 2019




Al CEFPAS il Convegno "I maltrattanti e la violenza di genere. Strategia per la Prevenzione ed il Contrasto"


Violenza di genereSi terrà al CEFPAS il 2 aprile a partire dalle ore 09.00 presso la Sala Garsia, nell’ambito della campagna della Regione Siciliana e del Formez PA “Un fiore per la non violenza - Piano in difesa delle donne” e  del Piano regionale degli interventi per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere, il convegno “I maltrattanti e la violenza di genere Strategia per la Prevenzione ed il Contrasto” promosso dall’Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana in collaborazione con Formez PA e CEFPAS e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero di Grazia e Giustizia Dipartimento per le Pari Opportunità.

Ricco il programma degli interventi previsti. Ai saluti istituzionali di Antonio Scavone, Assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro - Regione Siciliana e Roberto Sanfilippo, Direttore Generale del CEFPAS seguiranno i contributi del prestigioso parterre di relatori. Alle 09.30 Cosima Di Stani, Prefetto di Caltanissetta e Valeria Spagnuolo, Coordinatore programmi del Formez PA. Introdurranno i lavori del convegno Salvatore Giglione, Dirigente Generale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali e Pier Sergio Caltabiano, Direttore Formazione del CEFPAS. Moderatore il giornalista Giuseppe Bianca.

Al Sostituto Procuratore Generale - Corte D’Appello di Caltanissetta Fabiola Furnari, sarà affidata la “disamina delle principali innovazioni apportate dalla normativa vigente”; Marisa Scavo, Procuratore aggiunto- Tribunale di Catania approfondirà il tema delle “indagini preliminari e tutela della Vittima”. Si proseguirà con la “fenomenologia del femminicidio e dell’uomo violento” a cura di Carlo Alberto Romano, Criminologo dell’Università degli Studi di Brescia. “Il campo del trattamento per gli autori di violenza in ambito sessuale e relazionale” sarà il tema della relazione di Paolo Giulini, Criminologo, Responsabile e coordinatore promotore dell’“Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali-UTI” - Casa di Reclusione -Milano - Bollate. Sarà quindi la famiglia al centro dei lavori del convegno e dell’intervento di Rossana Lomonaco, Avv. Consiglio Direttivo Nazionale - Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i minori  “Separati e divorziati: i figli coinvolti nel conflitto e la responsabilità genitoriale”. A Gabriella Tomai, Consigliere - Corte d’Appello di Caltanissetta il compito di illustrare “La protezione del minore dai contesti di maltrattamento e violenza”. Tema d’attualità incontrovertibile, “La violenza on line: i rischi del maltrattamento invisibile” sarà commentato da Eleonora Indorato, Referente area tutela minori- CEFPAS.  Ultimo intervento prima del light lunch quello di Bernardo Petralia, Procuratore Generale di Reggio Calabria sull’Importanza del “protocollo operativo”. Ad aprire i lavori della tavola rotonda pomeridiana, Rosanna Provenzano Referente istituzionale per la materia - UIEPE per la Sicilia. Tra i relatori,  Marina Altavilla, Dirigente - UIEPE Sicilia sul Progetto sull’esperienza di “Laboratorio incontro”; Maria Luisa Benincasa, Psicoterapeuta - Centro Armonia di Palermo Dipartimento della salute della donna e del bambino su “Sex Offender: la vittima”;  Giorgio Serio, Direttore - Dipartimento Salute Mentale Palermo che tratterà “La presa in carico specialistica” e ancora Giacomo Grifoni, psicoterapeuta, socio-fondatore del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti (CAM) Firenze che illustrerà il “Trattamento dell’uomo maltrattante”.  A seguire il dibattito con operatori del sociale pubblico e privato e dei Centri d’Ascolto Uomini Maltrattanti e dei Centri Antiviolenza della Regione Siciliana. Le conclusioni del convegno sono affidate a S.E. Dott.ssa Maria Grazia Vagliasindi, Presidente Corte di Appello di Caltanissetta.

Per iscrizioni e informazioni è possibile inviare un’email a servizio3.famiglia@regione.sicilia.it ; antiviolenza@formez.it; cdf@cefpas.it o telefonare allo 091. 7074431 - 3666200329

Valentina Botta, botta@cefpas.it

 

 

 

Al via la seconda edizione del Corso "L’applicazione del tape kinesiologico in Logopedia"


LogopediaIl metodo del taping kinesiologico ha dimostrato in questi anni di essere un valido supporto terapeutico per le problematiche legate al miglioramento delle funzionalità muscolare, articolare ed emo-linfatica. Nell’ultimo decennio ottimi risultati si stanno ottenendo anche nella Speech therapy-Logopedia. Questo supporto terapeutico realizzato con il taping elastico è molto efficace sia nella prevenzione che nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. Per migliorare la risposta terapeutica nella rieducazione funzionale delle patologie logopediche, la metodologia di applicazione del taping elastico deve essere parte integrante del progetto riabilitativo.

Obiettivo generale del Corso è favorire l’acquisizione di competenze tecnico-professionali innovative, per ottimizzare l’intervento rieducativo nell’ambito specifico delle patologie della voce, della deglutizione e del linguaggio nella fase post chirurgica e nelle patologie neuro degenerative. Nell’ultimo decennio sono aumentate notevolmente le patologie oncologiche a carico dell’apparato oro-faringeo e stomato-gnatico. I logopedisti devono affrontare la rieducazione post chirurgica sia dal punto di vista funzionale, anche per gestire il drenaggio dell’edema conseguente.  Il taping kinesiologico si è rivelato molto efficace proprio in questa fase di rieducazione logopedica.

Responsabile scientifico e docente principale del Corso il dr. Rosario Bellìa, per dieci anni fisioterapista della Nazionale Italiana F.I.H.P, docente dei Master in Posturologia Clinica promossi dall’Università Federico II di Napoli,  dall’Università di Palermo e dall’Università di Milano, presidente dell’Associazione Italiana Taping Kinesiologico e già docente al CEFPAS nell’ambito dei Corsi di livello base e avanzato sull’appplicazione del Taping Kinesiologico.

Destinatari del corso 26 operatori sanitari tra logopedisti e medici dell’area delle Aziende sanitarie regionali (SSR). Per iscrizioni formazione.cefpas.it

Giulia Maggiore, maggiore@cefpas.it

 

 

 

Intervista a Giuseppe Cultrera su "Approccio Variabile in Riabilitazione"


Riabilitazione“Nella fisioterapia tradizionale tanto ortopedica quanto neurologica, l'approccio al recupero e al miglioramento funzionale implica quasi sempre attività che coinvolgono l'escursione di segmenti articolari o attraverso esercizi aspecifici oppure attraverso esercizi finalizzati al raggiungimento di obiettivi funzionali (prendere un bicchiere, calciare una palla, allenare l'equilibrio etc.).

In molti casi la parte di riabilitazione dedicata agli aspetti automatici del movimento viene presa poco in considerazione quando addirittura non considerata del tutto. Eppure l'automatismo, per quanto appreso, rappresenta il substrato indispensabile al movimento volontario. Diventa necessario dunque intervenire con tecniche che possano “dialogare" più compiutamente con gli aspetti relativi all'organizzazione automatica del movimento”. Questo è quanto emerge dal corso “L’Approccio Variabile in Riabilitazione” in svolgimento da febbraio (I modulo) a marzo 2019 a cura di  Giuseppe Cultrera Fisioterapista, Presidente dell’Associazione ATC, docente e Direttore Scientifico del percorso, affiancato dai tutor e fisioterapisti Maria Russo e Francesco Maida e rivolto a Fisiatri, Ortopedici, Fisioterapisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva,

Abbiamo intervistato Giuseppe Cultrera per conoscere vantaggi e futuri scenari dell’ATC, approccio terapeutico combinato.

Dott. Cultrera, come nasce l’ATC?

L’ATC - “Approccio Terapeutico Combinato” è un approccio (inteso come metodo o atteggiamento mentale o prospettiva particolare con cui si affronta lo studio di un problema) frutto di una più che trentennale esperienza di lavoro e di studio in ambito riabilitativo e prende l’avvio dalla considerazione che la funzione e la “disfunzione” sono sempre il risultato dell’interazione tra vari sistemi che devono essere tenuti in considerazione contemporaneamente nel trattamento riabilitativo. L’ATC ritiene che l’intuito, sia elemento strutturale indispensabile nel ragionamento clinico tanto quanto lo sia il sapere scientifico. Sia in fase valutativa, quanto nel trattamento considera il paziente nel suo insieme, senza distinguerlo in paziente “ortopedico” e “neurologico”, e sottolinea la necessità di non tralasciare l’inevitabile e importante interrelazione tra le diverse componenti, che concorrono a determinare una disfunzione. Qualunque contatto manuale con il paziente obbliga il sistema nervoso a mettere in atto meccanismi di adattamento. Il Fisioterapista deve essere in grado tanto di cogliere questi adattamenti quanto di indurli e gestirli in maniera appropriata adeguandosi egli stesso alle mutevoli presentazioni cliniche, guidando il paziente verso il più efficace apprendimento motorio. Non cogliere questo aspetto spesso porta a ritardi nel processo di recupero così come ad insuccessi. Un aspetto innovativo proprio dell’ATC è la tecnica dell‘Approccio Variabile.

Quali sono i presupposti su cui si fonda la tecnica "Approccio Variabile" (AV)?

Da un punto di vista neurofisiologico i presupposti su cui si fonda la tecnica AV sono fondamentalmente due: l’organizzazione funzionale del Sistema Nervoso Centrale ed il fuso neuromuscolare. La complessa rete di interazioni dei sistemi corticali  e sottocorticali permette l’integrazione di stimoli visivi, vestibolari, motori, sensitivi e propriocettivi, indispensabile per la gestione dei riflessi spinali, schemi di movimento già prestabiliti, ma adattabili al compito motorio secondo quel meccanismo che prende il nome di "atteggiamento funzionale" (Eric R. Kandel, James H. Schwartz, Thomas M. Jessell: Principi di Neuroscienze). La Tecnica AV pone quindi l’attenzione, sulla più estesa struttura recettoriale, nonché produttrice di movimento, che è il muscolo, informandolo col fine di stimolare risposte adeguate e significative da parte del sistema nervoso, sia automatiche che volontarie, e di osservare la capacità di adattamento neuromotorio di ogni paziente sia neurologico che ortopedico.

In ambito riabilitativo ci si pone il problema di dimostrare la scientificità di chi sostiene e applica una tecnica. Quanto di scientifico c’è nella tecnica Approccio Variabile (AV)?

L’ATC, rifiuta l’idea del “mito” in Riabilitazione ed invita i colleghi a entrare nel merito della scientificità delle proposte riabilitative (ammesso che ce ne sia) che devono essere valutate per quello che sono e non con atteggiamenti fideistici. Come purtroppo accade. Metodo scientifico e ragionamento clinico sono certamente due elementi che caratterizzano e vivacizzano il dibatto all’interno dell’ATC. Il ragionamento clinico non è prerogativa di nessun metodo o concetto di riabilitazione, ma patrimonio personale di ogni singolo professionista. La Tecnica AV, è oggi divenuta oggetto di pubblicazione scientifica attraverso un caso clinico che ne evidenzia l’efficacia. Il caso riguarda l’applicazione della Tecnica nel trattamento di una paraparesi spastica e mette in luce miglioramenti riguardanti l’equilibrio statico-dinamico e il cammino. Il Caso Clinico è pubblicato dall’autorevole Rivista Scientifica Wiley “Clinical Case Report”, dal titolo: La Tecnica "Approccio Variabile": un esempio di adattamento neuromotorio veicolato dal fuso neuromuscolare (Giuseppe Cultrera e Maria Russo,  Volume 6, Issue 2 February 2018 Pages 288–301).

All’interno dell’Associazione ATC avete istituito il Gruppo di Studio e Ricerca (GSR), di cosa si occupa?

Il Gruppo Studio e Ricerca ATC nasce come spazio di crescita professionale all’interno dell’associazione ATC. Il gruppo nasce dall’esigenza di entrare nel merito delle tematiche riguardanti la ricerca clinica e la fisioterapia basata sulle evidenze. Quanta scienza c’è in Riabilitazione? Quanto del lavoro svolto dal Fisioterapista e di ciò che le proposte formative insegnano è scientifico? Pertanto all’interno del gruppo si studia, ci si confronta e si dibatte su ricerche scientifiche, innovazioni, progetti, affinché sia il professionista sia l’associazione abbiano la possibilità di migliorare le proprie competenze in ambito Riabilitativo e pone tra i suoi obiettivi principali il rendersi partecipe alle attività formative e alle iniziative più importanti della comunità scientifica internazionale e mira a promuovere il lavoro svolto mediante incontri a tema.

 

Per maggiori approfondimenti:

Emanuela Arena, arena@cefpas.it

 

 

 

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