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Cefpas FlashNews 20 giugno 2018

 
Servizio Comunicazione CEFPAS
Cefpas FlashNews 20 giugno 2018
di Servizio Comunicazione CEFPAS - mercoledì, 20 giugno 2018, 13:41
 


Cefpas FlashNews  20 giugno 2018






Corso di Formazione Manageriale per Direttori di Struttura Complessa: a Palermo il kick off



Il 14 giugno, nella sede del San Paolo Palace Hotel di Palermo, il CEFPAS ha lanciato il kick off del corso di Formazione Manageriale per Direttore di Struttura Complessa (DSC). Il percorso formativo della durata di un anno, si articola in 10 moduli con l’obiettivo di fornire, nel quadro della riforma sanitaria nazionale e regionale, le competenze manageriali che risultano indispensabili per il governo della complessità e per la gestione del cambiamento in sanità.

Pier Sergio Caltabiano, Direttore della Formazione del CEFPAS nonché Responsabile scientifico del corso, nell’ambito del I modulo “Il Sistema Sanità”, ha sottolineato l’importanza, per l’evoluzione proattiva ed ecologica del ruolo e del valore del manager delle organizzazioni sanitarie, di connettere e presidiare l’identità professionale con quella personale, ciò al fine di generare una contaminazione virtuosa in grado di affinare e trasversalizzare le competenze manageriali possedute.

Il Pensiero genera Azione e l’Azione, e la sua valutazione critica, affinano il Pensiero.

Essere manager, continua Caltabiano, vuol dire allineare efficacemente identità, valori, capacità, comportamenti e contesti amplificando pertanto emozioni, motivazioni e desideri. Fare il manager invece significa, anche se con elevate competenze, semplicemente agire un ruolo e una capacità. Risiede quindi nell’approccio etico e responsabile del manager sanitario individuare il proprio stile di leadership competente.

La fortuna non esiste, è la competenza che incontra l’opportunità (Seneca)

Eleonora Indorato, indorato@cefpas.it      

 

 

 

 

Formazione a Distanza e E-learning al CEFPAS: eventi formativi a richiesta 2018



Grazie ai risultati raggiunti negli scorsi anni, l’erogazione dei corsi Fad/E-Learning a richiesta continua.

 Le aziende che hanno avviato la collaborazione con il CEFPAS su tematiche trasversali e ad ampia distribuzione sono:

-           l’Asp 1 di Agrigento con due iniziative formative online in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Percorso per Dirigenti e Percorso per Neo Assunti), per complessivi 800 partecipanti

-           L’AOUP Policlinico P. Giaccone” di Palermo, con 555 operatori sui 1000 previsti da formare nel biennio 2018/2019

-           L’HSR Cefalù, con 600 operatori da formare in tema di Salute e Sicurezza per il lavoratori (Percorso per Neo Assunti, 4 ore online)

-           L’associazione nazionale SPEME, con 6000 operatori da formare su varie tematiche per complessivi 51 crediti ECM nel 2018.

Maura I. Cascio, cascio@cefpas.it

 

 

 

 



Recupero della genitorialità maltrattante: Valutazione e strumenti



Si è concluso, il 13 giugno scorso, presso l’ASP di Catania, nella sede di Acireale,  il follow-up sulla valutazione delle competenze genitoriali in caso di maltrattamento e abuso.  Il seminario di approfondimento, condotto dal Dott. Dario Merlino (psicoterapeuta, Past President CISMAI, Direttore Centro Tutela Minori, cooperativa Paradigma, responsabile del servizio di Counselling del Servizio di counselling del Punto Famiglia di Torino)rientra nel percorso di formazione in house “Minore maltrattato, famiglia maltrattante: costruire percorsi integrati di cura del minore e di recupero della responsabilità genitoriale” avviato nel mese di gennaio 2018.

La metodologia utilizzata ha privilegiato l’analisi dei casi presentati dai professionisti dell’ASP di Catania, psicologi, neuropsichiatri infantili, assistenti sociali che sono serviti da stimolo per approfondire le principali linee di indirizzo e di intervento nella gestione della famiglie e dei minori autori e/o vittime di abuso e maltrattamento.

Nel recupero delle competenze genitoriali è importante tenere conto di numerose variabili, da un lato si tende a preservare e mantenere il legame affettivo tra genitore e figlio, dall’altro è utile lavorare sulla consapevolezza di quanto successo ascoltando e analizzando i bisogni del minore rispetto a una famiglia disfunzionale. Il diritto alla genitorialità è tale se è una genitorialità competente e non pregiudizievole.

L’operatore socio-sanitario per costruire una progettualità di recupero e di sostegno lavora non sugli adattamenti che ha sperimentato il minore o la famiglia ma su quelli che sono i bisogni del momento in modo da individuare gli spazi neutri e le risorse recuperabili. Chi guida il processo della presa in carico del minore e della famiglia dovrebbe essere lo stesso team di professionisti che si occupano della “cura” per evitare interventi frammentati che non sono efficaci nel recupero delle competenze genitoriali.

L’obiettivo del trattamento”,  continua Dario Merlino, “è introdurre calma e regolazione prima di tutto nella gestione delle emozioni dell’operatore, del terapeuta e dopo nel paziente; introdurre emozioni in processi auto-referenziali razionalizzanti non è semplice ma è fondamentale per effettuare una valutazione di recuperabilità genitoriale. Quando il trauma ha introdotto elementi di disorganizzazione è necessario ri-attivare la “funzione riflessiva” che può essere stata completamente congelata dal trauma.”

Un lavoro terapeutico efficace è la mentalizzazione che riguarda la capacità di dare un senso alle azioni proprie e degli altri sulla base degli stati mentali intenzionali come desideri, sentimenti, credenze. 

Le tecniche del mentalizzare sono l’identificazione e l’esplorazione del mentalizzare positivo, la chiarificazione e l’esplorazione degli affetti utilizzando anche delle strategie che empatizzano con l’atteggiamento di difesa o di sfida del paziente.

Gli operatori presenti si sono confrontati sulle prassi utilizzate dai servizi ed è emersa una difficoltà gestionale causata dalla frammentazione degli interventi agiti dai Tribunali, dai Comuni, dalle comunità e anche da un organico che non sempre ha le risorse disponibili per fronteggiare le numerose famiglie e minori traumatizzate. Il terapeuta opera in spazi e in tempi non sempre allineati con l’obiettivo del trattamento, la supervisione degli operatori è un momento di aiuto per non colludere con la sofferenza.

L’ultimo incontro del percorso  formativo è programmato per il prossimo 11 settembre 2018.

Eleonora Indorato, indorato@cefpas.it      

 

 



Paziente esperto e consapevole:  conclusa la fase residenziale delle prime tre edizioni



Si sono concluse lo scorso 15 giugno, le giornate residenziali delle prime tre edizioni del Programma regionale di formazione Paziente esperto e consapevole. Formazione di promotori di salute per la gestione efficace efficiente e patient-centred delle patologie croniche, rivolte agli operatori delle AA.SS.PP. di Agrigento, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani.

L’attività rientra nell’ambito del Progetto Obiettivo di PSN 201, Linea progettuale 10, Valorizzazione dell’apporto del volontariato, che il CEFPAS ha avviato lo scorso  29 gennaio, presso la propria sede, finalizzata a formare una rete di infermieri promotori di salute per la gestione efficace, efficiente e patient-centred delle patologie croniche, con particolare riferimento allo scompenso cardiaco, diabete e  BPCO.

Durante i mesi estivi i partecipanti, “protagonisti in rete” di questo programma, saranno impegnati nell’elaborazione di un progetto di potenziamento degli ambulatori infermieristici, con particolare riferimento alle attività di educazione terapeutica strutturata rivolta alle persone assistite con patologia cronica. I lavori saranno poi presentati in un evento conclusivo che coinvolgerà anche il committente Servizio 8, Programmazione territoriale ed integrazione socio-sanitaria del Dipartimento Programmazione Strategica,  dell’Assessorato della Salute, e i referenti di progetto e le figure apicali delle AA.SS.PP. della Regione.

Ilenia Parenti, parenti@cefpas.it

 






Interviste

Integrazione socio-sanitaria: in rassegna prospettive e scenari attuali nella giornata di presentazione dell’Executive Master del CEFPAS





Sono state le prospettive nazionali e regionali sul tema ancora molto dibattuto dell’integrazione socio-sanitaria in Italia al centro della giornata formativa tenutasi oggi al CEFPAS per la presentazione dell’Executive Master PROGRAMMAZIONE E GESTIONE INTEGRATA NEI SERVIZI SOCIO SANITARI.

Gli scenari italiani sono ancora ambivalenti, come si registra già dagli anni ’80” – afferma il Prof. Danilo Ugo De Ambrogio, Sociologo, Direttore area Politiche e servizi sociali e sanitari IRS (Istitutoper la Ricerca Sociale) di Milano e Docente Università Bicocca Milano. “Nonostante il favore unanime, molti degli ostacoli procedurali si riscontrano quando si tratta di decidere gli aspetti che riguardano la distribuzione di budget e la gestione del bilancio economico, in merito al quale si registrano luci ed ombre tanto da un punto di vista normativo quanto istituzionale. Non si può tuttavia abdicare – commenta De Ambrogio - a fare integrazione socio-sanitaria in Italia: l’aumento dei casi di non autosufficienza richiede un approccio globale alla persona, rendendo questo processo imprescindibile”. Gli chiediamo se, in Italia, i percorsi di integrazione socio sanitaria viaggino a due o più velocità. “È un po’ difficile rispondere – chiosa il Professore - ci sono regioni che hanno fatto scelte diverse, integrazione fra Comuni e Comparto Sanitario come l’Emilia Romagna. Vi è poi il caso delle “Case della Salute” il cui esito va ancora valutato in termini di efficacia. La direzione intrapresa dalla Sicilia che prevede spazi di negoziazione paritari tra Comparto sociale e Sanitario nell’alveo dei Piani di Zona sembra avere maggiori prospettive e potenzialità proprio in funzione della paritarietà fra i soggetti in campo e la non frammentazione del sistema”.

È l’auspicio del Direttore Sanitario dell’ASP di Caltanissetta e Responsabile Scientifico del percorso Executive Master, dott.ssa Marcella Santino che ritiene l’Executive Master del CEFPAS “l’opportunità per mettere tutti gli attori del percorso attorno ad un tavolo e cominciare a parlare operativamente di procedure comuni in un contesto che registra il 70% della spesa sanitaria dedicato alla cura delle MCNT (malattie croniche non trasmissibili)”. “Ad un popolazione che invecchia sempre di più a causa di pluripatologie spesso associate a stati di malessere sociale, – afferma Santino - possiamo corrispondere solo interventi multidisciplinare e multidimensionali integrati, che facilitino il cittadino nella gestione autonoma della propria condizione. Obiettivo nel “piccolo”, la consapevolezza del ruolo di ciascuno degli attori così che siano in grado di esporre con determinazione e sicurezza programmi e modalità attuative. Dalla promulgazione della Legge 5 lo scenario, anche normativo, è molto cambiato in Sicilia – conclude Santino - l’ultimo Piano di Zona è stato utilizzato nel 2003: dopo la stasi adesso possiamo ri-attingere ma in una condizione paradossale per via della mancanza di servizi da un lato e del risparmio di risorse economiche dall’altro, difficoltà di progettazione condivisa etcc.. L’Executive Master PROGRAMMAZIONE E GESTIONE INTEGRATA NEI SERVIZI SOCIO SANITARI che oggi presentiamo, coinvolge proprio per questo motivo il personale dei Comuni, con l’obiettivo di costruire una “start up” per un sistema che è innescato ma che ancora ha difficoltà a muoversi”.

Un richiamo all’alleanza territoriale e alla gerarchizzazione delle responsabilità rispetto alle specifiche competenze nell’ambito dei percorsi di integrazione socio sanitaria sul territorio è stato espresso anche dal Commissario Straordinario dell’ASP nissena dott.ssa Maria Grazia Furnari. “La salute – ha ricordato la dott.ssa Furnari - è un dovere della Società civile che attua percorsi di integrazione istituzionale mediante trasversalità a partire dalle azioni di prevenzione sul territorio, dalla diminuzione dei ricoveri inappropriati, dall’appropriatezza prescrittiva per giungere alla cura oltre l’acuzie: l’assistenza domiciliare integrata (ADI), le RSA. È un processo trasversale  - ha continuato Furnari - che assegna ai Medici di Medicina Generale il ruolo di registi principali”. Un altro elemento importante per il consolidamento del processo di integrazione sanitaria è, secondo la dott.ssa Furnari, il Fascicolo sanitario elettronico “presidio di integrazione socio-sanitaria”. Nel suo intervento, Furnari ha poi citato alcuni esempi di integrazione socio-sanitaria di eccellenza nel nisseno:Quartieri in Salus” a Caltanissetta, giunto già alla sua terza edizione e i Tavoli per l’integrazione socio-sanitaria sul tema della gestione dei codici bianchi in PS e delle cure primarie.

Il dott. Salvatore Giglione, Dirigente Generale Dipartimento Famiglia e Politiche sociali, Assessorato della Famiglia e delle Politiche sociali della Regione Siciliana, nel corso del suo intervento, ha sostenuto l’importanza dell’implementazione della “Cartella Socio Sanitaria unica” per rispondere al fabbisogno di salute e corrispondere un servizio socio sanitario adeguato alla persona. “Dobbiamo occuparci delle nuove patologie sociali, delle nuove solitudini - ha detto Giglione – che riguardano, ad esempio le famiglie monoparentali degli anziani laddove è il “pubblico” che deve ricompattare quel guscio ovattato che la persona non ha o non ha più. Anche le conseguenze del ritiro sociale e della solitudine dei giovani rappresentano un problema. Quali saranno i bisogni dei giovani che non hanno ricevuto la giusta attenzione Sanitaria?”. Delicati e numerosi gli interventi ancora da apportare: potenziamento dei Distretti Sanitari e dei Piani di Zona, integrazione tra le ASP, i Comuni e gli Assessorati in una rete di competenze verso l’attualizzazione dell’integrazione. “Il vero problema - conclude Giglione – è la  mancanza di coordinamento centrale e periferico. Da parte del DASOE massima è la disponibilità alla creazione della rete”. Tra gli esempi di integrazione socio sanitaria di eccellenza riportati dal dott. Giglione, l’apertura del Centro polifunzionale per l’accoglienza migranti a Ragusa che ha previsto l’intervento di Asp, Comune, Questura e altre istituzioni, esempio di coordinamento e di integrazione perché l’utente sa “chi –fa –cosa”. Tra le proposte, la promozione di una piattaforma che consenta di corrispondere domanda e offerta di lavoro in ambito socio sanitario e l’invito ad una collaborazione che apporti idee nuove e nuovi progetti.

 Valentina Bottabotta@cefpas.it      

 

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